Proprietà della Famiglia Fiorentina dei Compiobbesi già dal 1300, l’allora tenuta "Alberigna" ha subito nel corso dei secoli profondi mutamenti ad opera di tutti coloro che si succedettero nella sua proprietà. Così lo storico "casino di caccia" divenne "Villa" nel 1585 ad opera di Alessandro d’Agostino Gerbi, mentre nel 1885 il dott. Gaetano Leopardi rinominò l’intera proprietà "Fattoria le Sorgenti". Ad opera sua fu costruito, il belvedere semicircolare che domina l’Arno, i villaggi di Compiobbi, Ellera, Le Sieci e tutte le campagne circostanti, fronteggiando la settecentesca Villa Le Falle. Costruito nel punto più suggestivo della tenuta ,dove ancor oggi svetta un Cedro secolare, lo dedicò all’ "Infinito", l’emozionante poesia dello scomparso cugino Giacomo, che questo luogo gli evocava Situata sui ripidi pendii delle colline di Bagno a Ripoli, deve il nome a tre storiche Sorgenti, "Fonte Gaia, "Fonte del Re" e "Fonte al Noce", già catalogate in epoca Medicea e tuttora attive, che sgorgano in diversi angoli della fattoria. La tenuta si estende oggi su 52 ettari di terra tra boschi, viti e olivi affacciati sull’Arno e su Firenze. I terreni, su cui i vigneti hanno dimora, godono di una felice esposizione al sole e al vento con una tipologia di suolo povero di fertilità, fortemente sassoso e calcareo che garantisce uve di elevata qualità. Podere "Capaccio", dai tratti aspri e alteri posto sul crinale del Monastero dell’Incontro, domina dall’alto tutti gli altri vigneti e la città di Firenze. Podere "Torre Rossa" nella splendida panoramica posizione delle Case di San Romolo. Podere "La Sala" un anfiteatro naturale circondato da boschi che sovrasta il "Pozzo delle Fate" e "Fonte Gaia" chiamati come le omonime Sorgenti che vi nascono. Vigneti , questi ultimi, del podere "Le Sorgenti", che costituisce l’area più antica, sede degli impianti originari.
Quando abbiamo iniziato la totale ristrutturazione dei vigneti delle Sorgenti, abbiamo avuto la fortuna e la costanza di avvalerci dell’esperienza e dei consigli dei contadini che qui erano nati e ancora lavoravano con noi su questa terra. Questo, unito alle nostre esperienze, pratiche e teoriche, ci ha aiutato a scegliere correttamente il vitigno più adatto da impiantare per ogni appezzamento. Privilegiando il Terroir alle mode, abbiamo perseguito uno stile unico e riconoscibile, basato sulla Naturalità di tutte le nostre scelte. Arriviamo a raccogliere un’uva perfetta con l’ impiego di notevoli risorse umane, solo dopo aver eseguito concimazioni organiche, solo dopo aver intrapreso il difficile e felice percorso di conversione alla gestione BIODINAMICA. I vitigni cresciuti e coltivati sono quelli dell’antica quanto recente tradizione toscana: dal Sangiovese al Colorino, al Merlot, al Malbèc, al Cabernet, senza tralasciare Trebbiano, Malvasia, Sauvingnon Blanc e Chardonnay. La vendemmia è eseguita secondo il sistema più rispettoso, a Mano. Nella scelta del periodo di vendemmia è determinante l’Assaggio ripetuto degli acini. Soltanto raggiunto l’equilibrio più giusto per l’annata, iniziamo la raccolta. La vinificazione gioca un ruolo fondamentale nel fissare la ricca quanto sfuggevole sensazione gustativa del frutto, nella longeva , vellutata espressione liquida, segno tangibile di quello che il territorio può offrirci. Attenzione e massima naturalezza per garantire vini con grande tipicità. Dal frutto al vino per comprendere un’emozione.
Volendo essere un grande
ho cercato l’enologo più illuminato della terra
ho affidato i miei campi ai più illustri agronomi
ho vestito di seta i cantinieri
e di broccato i braccianti.
Hanno vendemmiato con guanti d’oro,
a passo di danza,
ponendo i grappoli in panni di velluto
ma non era abbastanza.
La mia terra aspettava il mio ritorno
per essere ascoltata, capita,
osservata ogni giorno nella sua essenza
da occhi di padre, di madre, di fratello,
per essere colta nel respiro delle sue piante
soddisfatta nei suoi piaceri.
Aspettava il custode silenzioso,
attento al suo soffio vitale,
al suo linguaggio,
all’armonico canto del silenzio.
Ho sentito la sua voce.
Ho fatto piccoli gesti.
Grandioso è stato il dono.
Il re dei vini.
E.F.